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La transumanza, la fotografia di un’Italia che non c’è più...

Immagine del redattore: Gianluca Armeni
Gianluca Armeni
19 mag 2022
Tempo di lettura: 2 min

Oltre la narrazione poetica del poeta Gabriele D’Annunzio, e tutte quelle che possiamo considerare le tradizioni materiali nella gestione dell’armentum, la transumanza rappresenta ancora oggi un modello di economia ben descritto dallo storico francese Fernand Braudel nel “Le Mediteranee”. Il mediterraneo non è un mare, un paesaggio o una civiltà ma un insieme di mari, di paesaggi e di civiltà che da anni complicano ed arricchiscono la storia di questo territorio.


Proprio la transumanza è stata uno dei pilastri portanti di un’economia che ha fatto la fortuna dei territori di Lazio, Abruzzo, Molise e Puglia.

Un sistema, basato su una maestria di dosaggio delle risorse naturali necessarie per l’anno, aveva fatto comprendere che ci sarebbe stata una rigenerazione per la stagione successiva fino a quando l’Appennino dei pastori ha dovuto lasciare il posto alla corsa al consumo.

Dimenticando la saggia conservazione delle risorse, col ritornare sui luoghi di transumanza, ci si può ricordare, invece, che l’insegnamento di secoli di storia a non erodere il territorio, ha rappresentato il sostentamento di uomini e animali. L’economia pastorale e la transumanza, quindi, possono così riassumere tutti quei valori ai quali oggi guardiamo, a fronte della crisi globale e dell’emergenza climatica, un’occasione concreta, immediata, di investimento nelle terre dell’Appennino coniugando produzione etica, cura del territorio e turismo responsabile.


Un centro gravitazionale di interessi relazionali contrapposti fra storia e latenza che, da un lato ci fanno vedere la storia intesa come ciò che si è manifestato, dall’altro la storia come culla di potenzialità inespresse che aprono le porte a futuri alternativi.


La bellezza dell’aspetto territoriale che si può legare oggi ai percorsi di transumanza è l’avvicinamento del turista ad un modello di economia, ad un ambiente, ad uno stile di vita lungo gli assi di percorsi - così come si muovevano le greggi - che non hanno nulla da invidiare ai grandi “cammini” e alla loro spiritualità.


Infatti, il vecchio tratturo su cui oggi si percorre la Marcia della Transumanza - ancora classificato come strada doganale - per il 70% è quello che veniva percorso un tempo e unico nel suo genere, poiché tutti i vecchi transumanti percorrevano strade provinciali come la Tiburtina, la Salaria e la Flaminia, offre dei bellissimi paesaggi rurali ricchi di storia.

Oggi rivediamo nella transumanza una fotografia bianco e nero di un’Italia che non c’è più...




 
 
 

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